PeaceLink, Missione Amazzonia
Oggi PeaceLink presenta la sua "Missione Amazzonia": dall'Ilva al Brasile, al fianco dei popoli inquinati.
La conferenza stampa è alle ore 9.30 nella libreria Gilgamesh, via Oberdan 45 a Taranto.
- Introduce Alessandro Marescotti, presidente di PeaceLink
- Relaziona Beatrice Ruscio, responsabile per PeaceLink del progetto "Missione Amazzonia"
- Coordina Fulvia Gravame, responsabile nodo PeaceLink di Taranto
La conferenza stampa sarà l'occasione per annunciare l'adesione (e il convinto sostegno) di PeaceLink alla marcia del 6 aprile.
Da questo progetto nascerà un libro che racconta come il profitto senza scrupoli devasta il Pianeta.
PREMESSA
I missionari comboniani dell'Amazzonia hanno indetto un incontro internazionale di tutti i gruppi che si battono contro i disastri ambientali causati dalla VALE e dalle multinazionali del ferro. Hanno invitato anche PeaceLink chiedendo che si crei un rapporto di collaborazione fra Taranto (dove opera l'ILVA) e l'Amazzonia (dove opera la VALE).
FINALITA' GENERALI DEL PROGETTO
- Affrontare l'aspetto etico della condotta delle multinazionali del ferro, toccando il delicato aspetto della responsabilità sociale e della violazione dei diritti fondamentali dell'uomo e dei danni alla biosfera, in una prospettiva globale e non solo locale.
- Favoriere l'approccio del pensare globalmente e agire localmente.
- Creare un network di solidarietà mondiale per portare all'attenzione dell'opinione pubblica mondiale il disastro ambientale e sociale provocato dalle multinazionali del ferro, in particolare la VALE e l'ILVA.
- Evidenziare come la capacità produttiva di acciaio ecceda la reale domanda che serve alla società e stia creando problemi economici che richiedono una riconversione economica verso la sostenibilità.
- Evidenzare come questo modello di sviluppo sta portando all'esaurimento delle miniere di ferro entro questo secolo.
- Sollevare l'attenzione sulle emissioni di CO2 che stanno portando allo scioglimento dei ghiacciai.
- Prendere coscienza come questo modello di sviluppo privilegi il profitto immediato rispetto alla prospettiva di salvaguardia del Pianeta e vada pertanto contestato e riconvertito perché porta all'esaurimento rapido delle risorse, alla deforestazione, allo sfruttamento e imbarbarimento sociale delle comunità, all'inquinamento di vaste aree, a fenomeni di trasferimento transfrontaliero di diossine e altri inquinanti persistenti e al surriscaldamento del Pianeta.
OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO
- Effettuare anche in Amazzonia, dove opera la multinazionale Vale con i impianti di prima lavorazione del ferro, gli studi compiuti a Taranto sulla diossina nel latte materno e nella catena alimentare.
- Portare la questione dell'ILVA di Taranto nella mobilitazione internazionale.
- Scrivere un libro su questa esperienza di collaborazione internazionale.
Vogliamo allearci con i missionari brasiliani che si battono contro la deforestazione dell'Amazzonia, dove viene estratto (da immense miniere) il minerale di ferro che inquina anche il quartiere Tamburi di Taranto provocando effetti simili a quelli provocati nelle comunità brasiliane dell'Amazzonia dove opera la multinazionale VALE (che rifornisce ILVA).
RESISTIAMO ALL'ILVA E ALLA VALE CON I MISSIONARI BRASILIANI CHE SCRIVONO:
É graça divina começar bem.
Graça maior persistir na caminhada certa.
Mas graça das graças é não desistir nunca.
(D. Hélder Câmara)
E' grazia divina cominciare bene.
Grazia maggiore è persistere nel cammino convinto.
Ma la grazia delle grazie è non arrendersi mai.
(D. Hélder Câmara)
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COSA FAREMO IN BRASILE
Il seminario “Carajàs 30 anos” Brasile, 5-9 maggio 2014
Questo seminario internazionale, al quale PeaceLink è stata invitata, analizzerà (dal punto di vista delle comunità, dei movimenti sociali e del mondo universitario e della ricerca), 30 anni di storia della transnazionale Vale, e degli effetti della sua presenza nei 38 paesi nei quali opera.
Si aprirà con dei colloqui internazionali tra rappresentanti di vari paesi, con dei resoconti sugli impatti delle società minerarie nelle varie nazioni ed esperienze di resistenza. Ci saranno testimonianze dal Mozambico e Colombia, tra gli altri, dove ci sono stati casi di spostamenti forzati di alcune migliaia di persone, per permettere alla società di continuare le sue operazioni nelle miniere di carbone. In questo primo tavolo di dibattito verrà presentato il caso ILVA di Taranto. Il dibattito verterà sul tema: Diritto alla salute di fronte ai progetti siderurgici. Io e la dott.ssa Daniela Patrucco presenteremo la situazione di Taranto, mettendo in evidenza la correlazione tra l'aumento di patologie e inquinamento ambientale, prodotto dal colosso dell'acciaio. L'Italia sarà l'unico paese a presentare il problema del diritto alla salute.
Nei giorni seguenti saranno organizzati vari Gruppi di Lavoro, per confrontare idee, progetti e studi che i rappresentanti dei vari paesi vorranno condividere. In uno di questi gruppi di lavoro verranno presentati gli studi e le analisi fatte a Taranto da diverse ONG sulla contaminazione da diossina negli alimenti (cozze, formaggi, uova e animali), nel latte materno e nel sangue. Padre Dario Bossi ritiene molto importante il nostro intervento sulla contaminazione da diossina, argomento ancora troppo poco conosciuto in quelle regioni brasiliane e quasi per nulla documentato, a causa della mancanza di mezzi per rilevarne la presenza, o dalla scarsa volontà dei governi locali di diffondere questo tipo di informazioni. Un altro dei gruppi di lavoro riguarderà le strategie di responsabilizzazione delle imprese e vedrà rappresentanti dei vari paesi intervenuti, presentare le proprie proposte e suggerimenti a riguardo.
Verrà inoltre proiettato un documentario che comparerà tre impianti siderurgici e i loro impatti sulle comunità e sul territorio: Piquià de Baixo (Vale), Santa Cruz (Thyssen Krupp) e Taranto (ILVA). A questo documentario PeaceLink ha collaborato attivamente, nella persona di Luciano Manna, per quanto riguarda la parte relativa all'Ilva di Taranto.
Beatrice Ruscio
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