"Un eroe dimenticato" di Franco Giannantoni e Ibio Paolucci - edizioni arterigere -
Era nato a Favara in provincia di Agrigento, Calogero Marrone, figlio della piccola borghesia siciliana.
Impiegato al comune di Favara; malvisto dai notabili del suo paese per il suo non nascosto antifascismo, Calogero deve persino scontare alcuni mesi di galera; poi partecipa ad un concorso per applicato comunale, lo vince e si trasferisce, nel 1931, con la moglie e i loro quattro figli (Brigida, Domenico, Salvatore e Filippa) a Varese.
Anni dopo viene promosso, per le sue elevate capacita' professionali e per la sua dedizione al servizio pubblico, capo dell'Ufficio anagrafe del Comune.
Durante l'occupazione fascista, Calogero, rilascia centinaia e centinaia di documenti d'identita' falsi soprattutto ad ebrei, ma anche ad antifascisti, salvando loro la vita.
Tradito da una spia, Marrone viene arrestato dai tedeschi e consegnato alle SS.
Torturato sotto interrogatorio, il suo calvario inizia nelle prigioni di Varese per finire nel campo di sterminio di Dachau, ultima tappa di un viaggio senza ritorno, dove muore il 15 febbraio 1945.
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