Il transito dei sottomarini a propulsione nucleare rappresenta un rischio inaccettabile, ma l'Italia lo permette e non informa la popolazione sui rischi conseguenti
Incidenti, negligenze, segreti militari: un panorama inquietante, dove gli interessi militari vengono anteposti all'ambiente e alla salute della popolazione
Una tesi di laurea in diritto internazionale mette in luce l'assenza di una regolamentazione internazionalmente accettata per le navi militari a propulsione e capacità nucleare. Sia sotto il profilo della sicurezza che della responsabilità per danni in caso d'incidente nautico-radiologico
In occasione dell'inizio della raccolta di firme sul trattato che dichiara illegali le armi nucleari, un gruppo di pacifisti ha portato al Ministro degli Esteri italiano un appello perché anche l'Italia aderisca al bando.
PeaceLink a Taranto dedica l'iniziativa del 4 novembre al disarmo nucleare e alle persone che lavorano per la pace. Alla libreria Gilgamesh (via Oberdan 45, Taranto) alle ore 18 sarà presentato il libro "La follia del nucleare".
Ettore Majorana – “scomparso” nel 1938 - rompe un lunghissimo silenzio
5 luglio 2016
Una voce "fuori dal coro". Che auspica però che i "Nuclear States" si decidano a un dibattito finalmente costruttivo, e insieme al governo di PyongYang.
Da Gunnar Westberg un interessante commento alle recenti prove di forza che il governo nordcoreano ha manifestato col lancio di nuovi missili a lunga gittata. Un articolo che, superando le definizioni a senso unico nei confronti delle sue minacce, porta a riflettere sulla necessità di accordi realmente concreti tra gli Stati Nucleari – e con la stessa presenza del governo di Pyongyang.
Sui media nostrani se ne parla già poco. Ben venga allora questa riflessione di John Loretz, anche per risvegliare l'opinione pubblica sul rischio nucleare sempre incombente - e con la "deterrenza" vantata dagli Stati nucleari che in realtà diventa sempre meno efficace.
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