Anche Lecce per l'acqua pubblica
“Uniamoci sul tema dell’acqua!”: questa l’esortazione di padre Alex Zanotelli dall’editoriale dell’ultimo numero di “Mosaico di Pace”.
Il Comboniano è stato tra gli ispiratori italiani del Contratto mondiale sull’acqua e, insieme con Riccardo Petrella, il fondatore dell’Università del bene comune, Pax Christi e l’associazione di volontariato dell’informazione Peacelink, tra i fautori del network che da anni porta avanti un discorso culturale sui beni comuni.
Qual è la responsabilità del mondo occidentale nei confronti del resto del pianeta lo si comprende ascoltando l’annosa litania dei numeri che Zanotelli diffonde da sempre:“un miliardo e mezzo di persone non hanno accesso all’acqua e secondo l’ONU tra trent’anni queste diverranno tre miliardi; solo il 3% dell’acqua presente sul globo è potabile e distribuita con grosso squilibrio tra Nord e Sud del mondo”.
Se fino a qualche anno fa prendere posizione in materia poteva essere considerata un’azione di carità e di responsabilità per i propri fratelli lontani, oggi, con l’approvazione della direttiva Bolkestein, il tema dell’accesso all’acqua intesa come servizio diviene molto vicino a noi.
Il concetto etico di bene comune può dunque essere messo a repentaglio per una legge, come il decreto Lanzillotta minacciava di fare fino alla moratoria distensiva della scorsa settimana: la privatizzazione riguarderà, dunque, in primis il trasporto pubblico e la distribuzione del gas naturale.
Esporre i cittadini, italiani in questo caso, a periodici rischi del genere, però, può portare solo al sistema dell’incertezza: occorrerebbe dunque una legge che fissi in modo definitivo i criteri di accesso al bene pubblico e, purtroppo, esauribile.
Il 13 dicembre dello scorso anno è dunque partita la campagna nazionale “Acqua pubblica, ci metto la firma!” a sostegno della proposta di legge d’iniziativa popolare concernente, come recita il titolo della stessa, “Principi per la tutela, il governo, la gestione pubblica delle acque e disposizione della ripubblicizzazione del servizio idrico”.
In meno di un mese è stato raggiunto il primo obbiettivo, la raccolta delle cinquantamila firme necessarie perché la proposta venga considerata dal parlamento.
Il target finale mira al mezzo milione di sottoscrizioni e la Puglia è in prima fila per il risultato, considerando la grande sensibilità al tema cui siccità e sistema idrico l’hanno da sempre costretta: non è un caso, dunque, che quello di Locorotondo sia stato il primo Comune ad aderire alla campagna.
Con la conferenza stampa ufficiale di sabato 10 febbraio si è attivato anche il comitato promotore di Lecce, che comprende una trentina di realtà attive sul territorio a livello culturale, ambientale e politico senza distinzioni di colore: oltre alle iniziative delle singole associazioni, un appuntamento fisso sarà quello di ogni sabato, a partire dal 17, che vedrà il comitato allestire uno stand su via Trinchese, di fianco alla scuola “Cesare Battisti” dalle 18 alle 21.
La proposta di legge è composta da tredici articoli, tra i quali si menzionano l’art.1, che esplicita le finalità della legge: la definizione dei principi con cui deve essere gestito il patrimonio idrico nazionale e la definizione di un governo pubblico e partecipativo del ciclo integrato dell’acqua; l’art. 2 stabilisce principi generali, definendo l’acqua come bene finito da tutelare anche per le generazioni future, l’accesso all’acqua come diritto umano inviolabile, l’indisponibilità dell’uso della stessa secondo logiche di mercato.
Si stabiliscono poi le fasi tecniche di transizione verso la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico e le modalità di finanziamento, per arrivare all’art. 9, che stabilisce le modalità per l’erogazione gratuita di 50 litri per abitante come quantitativo minimo vitale giornaliero.
Per maggiori informazioni si consiglia di contattare via mail la segreteria organizzativa locale all’indirizzo forum.lecce@yahoo.it e di visitare il sito nazionale www.acquabenecomune.org.
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