Ecologia

Lista Ecologia

Archivio pubblico

Ispezione dell'Ispra negli impianti dello stabilimento

ILVA, "prescrizioni ambientali non attuate"

PeaceLink allerta la Commissione Europea
8 settembre 2016
Redazione Peacelink

Slopping Ilva Taranto Acc1

Gravissima la situazione dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) dell'ILVA. L'AIA è l'autorizzazione a cui l'ILVA si dovrebbe attenere per essere "a norma" con le prescrizioni ambientali in essa inserite. I mesi e gli anni passano e le prescrizioni ambientali più importanti risultano non attuate, e a dirlo non è PeaceLink ma l'ISPRA, ossia l'organo tecnico del Ministero dell'Ambiente che compie le verifiche ispettive trimestrali, coadiuvato da Arpa Puglia, all’interno della fabbrica. Ora disponiamo dell'ultima relazione dell'ISPRA da cui emerge un quadro che appare molto grave, a partire dallo stallo nella copertura del parco minerali per via della contaminazione dei terreni riscontrata sotto i cumuli di carbone e minerale di ferro. Disco rosso anche per la “chiusura edifici aree di gestione materiali polverulenti” e per la “copertura completa dei nastri trasportatori”, due importanti prescrizioni finalizzare a contenere la dispersione delle polveri. Ispra dichiara per entrambe: "La prescrizione non risulta attuata". Anche per la copertura delle aree del GRF (gestione materiali ferrosi) l’ISPRA scrive: “Non attuata”. E ricordiamo che in quell’area viene scaricata scoria liquida incandescente, con intensa dispersione dei fumi, più volte immortalata in video notturni per i bagliori accecanti simili a esplosioni.

Da tempo PeaceLink controllava il sito del Ministero dell'Ambiente per leggere l'esito della visita ispettiva di aprile 2016 dell'ISPRA.
Tale rapporto è stato pubblicato il 7 settembre 2016 e riporta un preoccupante aggiornamento di Ispra sullo stato di attuazione delle prescrizioni dell'AIA. Emerge – come abbiamo anticipato - la non attuazione di diverse prescrizioni che l'azienda da tempo avrebbe dovuto ottemperare. Abbiamo studiato e sintetizzato il rapporto ispettivo dell'ISPRA in questa pagina web:

http://www.peacelink.it/ecologia/a/43527.html

Siamo impressionati per quello che abbiamo potuto leggere in quel rapporto. L'AIA segna pesantemente il passo e proprio le prescrizioni più importanti risultano non attuate. E non va dimenticato che la Corte Costituzionale nel 2013 considerava la prima legge salva-ILVA compatibile con la Costituzione a patto che il cronoprogramma dell'AIA fosse stato rispettato. Cosa che il rapporto ISPRA smentisce in modo clamoroso e documentato.

Leggiamo ad esempio nel rapporto dell'ISPRA, a seguito dell'accertamento di violazioni dell'AIA, la conseguente proposta di diffida: "Violazione AIA e normativa ambientale: in considerazione del risultato delle analisi eseguite da ARPA sul campione di rifiuto CER 100202 che ne escludevano la possibilità di recupero (per attività R10), appreso dal Gestore che tale rifiuto è stato invece recuperato da ILVA, si potrebbe configurare il reato di “gestione illecita di rifiuti” ai sensi art. 256 D.Lgs 152/06".

Sarà per la gravità di tale situazione che il sito del Ministero dell'Ambiente pubblica solo ora gli esiti di questa verifica ispettiva che risale al 20 e 21 aprile 2016?
Sarà una coincidenza che la magistratura avrebbe avviato indagini nell’ILVA - così apprendiamo dalla stampa il 18 luglio di quest’anno - per “gestione illecita dei rifiuti”?
I finanzieri del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Taranto – stando a notizie apparse sulla stampa - sarebbero entrati infatti nell’ILVA per svolgere delle indagini.
Il rapporto dell’ISPRA non a caso è datato 15 luglio ed è stato inviato al Ministero dell’Ambiente e per copia all’Arpa Puglia. Il 15 luglio era venerdì e il 18 luglio era lunedì, data in cui è apparsa sulla stampa la notizia dell’ispezione della Guardia di Finanza all’interno dell’ILVA per verificare la gestione dei rifiuti.
PeaceLink manderà alla Commissione Europea tale documentazione in quanto l'autorizzazione AIA è un adempimento indispensabile rispetto alle norme ambientali europee per le quali è in corso una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia sul caso ILVA.

 

Per PeaceLink

Antonia Battaglia
Fulvia Gravame
Luciano Manna
Alessandro Marescotti

Articoli correlati

  • E’ stato sottostimato l’impatto sanitario dell'ILVA
    Ecologia
    L'ISS ha sollevato puntuali obiezioni sulla metodologia adottata per la VIS

    E’ stato sottostimato l’impatto sanitario dell'ILVA

    Acciaierie d'Italia aveva commissionato uno studio per valutare l'impatto sanitario in uno scenario di 6 e di 8 milioni di tonnellate di acciaio annue sostenendo che grazie all'adozione delle migliori tecnologie le emissioni "post operam" sarebbero rientrate sotto la soglia di rischio.
    28 febbraio 2025 - Alessandro Marescotti
  • Domenico Iannacone a Taranto: la vita che si fa racconto
    Cultura
    Ha raccontato l'Ilva dal punto di vista delle vittime

    Domenico Iannacone a Taranto: la vita che si fa racconto

    Le storie non esistono se non vengono raccontate. Questo è il cuore del suo lavoro: portare alla luce le esistenze sommerse, le lotte quotidiane, i dolori nascosti ma condivisi. Ha la capacità di entrare in punta di piedi nelle vite degli altri e di restituirle con rispetto e profondità.
    27 febbraio 2025 - Alessandro Marescotti
  • FAQ su PeaceLink
    PeaceLink
    Dieci domande e dieci risposte

    FAQ su PeaceLink

    PeaceLink nasce per opporsi all’ingiustizia e trasformare la denuncia in azione concreta. L'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica e creare connessioni tra persone e movimenti impegnati nel cambiamento. Come partecipare alle attività di mediattivismo per la pace, l'ambiente e la solidarietà.
    17 febbraio 2025 - Redazione PeaceLink
  • Il balsamo d’acciaio che tutela l’ambiente
    Taranto Sociale
    L'unguento che lenisce le affezioni delle vie respiratorie con un tocco di polveri sottili e benzene

    Il balsamo d’acciaio che tutela l’ambiente

    I 400 milioni che erano destinati alla tutela ambientale e alla bonifica delle aree contaminate vengono dirottati per sostenere la produzione dell’ILVA. Il DDL 1359 evidenzia che "il rischio chiusura dello stabilimento sia quello più rilevante e significativo anche dal punto di vista ambientale".
    13 febbraio 2025 - Alessandro Marescotti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.7.31 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)