La risoluzione dell'ONU non prevede attacchi a terra da parte della Nato

Libia, raid aerei in violazione del diritto internazionale

Con i bombardamenti a copertura delle attività militari degli insorti viene completamente stravolto il ruolo dell'ONU che può usare la forza per imporre il cessate il fuoco, non per far vincere una delle due parti in conflitto

Riconquistata anche Brega, decisivi i raid aerei della coalizione anti-Gheddafi. Nuovi raid anche su Tripoli

Questa è la notizia pubblicata sul sito web del Corriere della sera dell'11 marzo.

Ma rientra nei compiti dell'Onu quello di fornire la copertura aerea agli attacchi militari dell'esercito anti-Gheddafi? Bombardamento Nato

Ed è possibile parlare di "massacro" quando vince l'esercito di Gheddafi e parlare di "conquista" quando vince la fazione opposta?

In realtà questa è una guerra e compito dell'ONU è porre fine alla guerra, con favorire una delle due parti in lizza.

Siamo di fronte ad una palese violazione della risoluzione ONU, che non prevede attacchi a terra ma unicamente l'uso della forza per non far volare aerei che bombardino le popolazioni.


Se, come scrive il Corriere della Sera, i raid aerei servono di copertura all'avanzata degli insorti, viene completamente stravolto il ruolo dell'ONU che può usare la forza per imporre il cessate il fuoco, non per far prevalere una delle due parti in conflitto.

A questo punto siamo in una fase del tutto diversa dall'urgenza di salvare vite umane: adesso l'uso della forza è finalizzato a di far vincere la guerra agli insorti. Questi ultimi possono sembrare migliori di Gheddafi, ma l'ONU non può schierarsi militarmente per determinare la vittoria dei "migliori": è contrario al suo Statuto.

La maggioranza del Consiglio di Sicurezza dell'ONU sta a questo punto - di fatto - fomentando una guerra, non sta evitando la perdita di vite umane ma alimenta nuovi scontri, con nuovi morti e nuove sofferenze.

Una forte voce deve levarsi a difesa del diritto internazionale e della "autentica" missione dell'ONU.

E' per queste ragioni che PeaceLink aderisce alla mobilitazione contro la guerra.

Se fino a qualche giorno fa potevano esserci dei "se" e dei "ma", oggi che l'Onu viene stravolta e usata per scopi che le sono estranei e antitetici, oggi la richiesta è chiara: cessate il fuoco.

Proprio quelle nazioni che dicevano di intervenire per proteggere i diritti umani dei manifestanti oggi soffiano sul fuoco per spingerli verso i pozzi petroliferi, con i mitra in mano, trasformando un moto democratico di popolo nella "legione straniera" che ha un'altra missione: tolgliere gas e petrolio a Gheddafi per consegnarli a basso prezzo all'Occidente.

Che vergogna strumentalizzare il popolo che chiede libertà e arruolarlo come fanteria e carne da macello per scopi paracoloniali.

Note: La risoluzione dell'ONU si può leggere qui:
http://www.unita.it/mondo/libia-la-risoluzione-1973-onu-1.277936?localLinksEnabled=true

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