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    L'azione nonviolenta deve cercare la vittoria, ma il suo fallimento, sempre possibile, non le fa perdere senso: essa è di per se stessa una vittoria. "La natura stessa della resistenza nonviolenta - scrive Gandhi - è tale che i frutti del movimento sono contenuti nel movimento stesso".
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  • Pace
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    2 settembre 2026 - Rossana De Simone
  • Pace
    Un ricordo

    Addio a Enzo Bianchi

    Ha fondato la comunità monastica di Bose, una comunità religiosa cristiana, formata da monaci di entrambi i sessi e provenienti da Chiese cristiane diverse. Bose è frazione del comune di Magnano, in provincia di Biella.
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  • Pace
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    La difesa civile nonviolenta

    Per fare partecipare i cittadini alla difesa della società non basta voler immettere uno "spirito di difesa" nella popolazione civile, si tratta invece di preparare una vera "strategia di difesa" che possa mobilitare l'insieme dei cittadini in una "difesa civile" della democrazia.
    30 agosto 2026 - Jean-Marie Muller

Forum: Libri

10 febbraio 2006

SARAH E YASMIN, DIARIO DI GIORNI SENZA PACE di Daniela Palumbo

Il libro mette a confronto due diari, quello di Sarah, ebrea, e quello di Yasmin, palestinese, e racconta il loro confronto alla scuola di pace Nevé Shalom / Wahat As-Salam
Autore: Alessia Mendozzi

Nevé Shalom / Wahat As-Salam, che significa "Oasi di pace" nella lingua ebraica e araba, è un villaggio che si trova tra Gerusalemme e Tel Aviv dove ebrei e palestinesi hanno deciso di vivere insieme. Il villaggio, nato nel 1972, è la prova che ebrei e palestinesi possono convivere pacificamente. Nel 1979, nello stesso villaggio, nasce la Scuola di pace rivolta principalmente a giovani ebrei e palestinesi. I corsi sono tenuti da educatori di entrambi i popoli ed hanno lo scopo di condurre i giovani ad un diverso modo di fronteggiare il conflitto ebraico-palestinese. Essi vengono aiutati, dagli stessi operatori, a far emergere i sentimenti che la guerra ha generato dentro di loro, come la rabbia, l'odio, la paura, la diffidenza, e a rivedere le loro posizioni in maniera più razionale. I ragazzi capiscono così la complessità del conflitto e la fondamentale importanza del loro ruolo. Capiscono cioè che l'intolleranza, i pregiudizi, la passività e la chiusura non fanno altro che alimentare la guerra. La stessa scuola di pace è stata frequentata da Sara e Yasmin, l'una ebrea e l'altra palestinese, protagoniste del libro "Sara e Yasmin, diario di giorni senza pace" di Daniela Palumbo (2003 - Edizioni Paoline). L'adolescenza è un momento della vita molto complesso e lo è ancor di più se vissuto in una realtà di guerra. Sara e Yasmin sono due adolescenti che hanno vite diverse, ma che sono accomunate da una realtà di violenza e odio. E nei diari delle due protagoniste emerge feroce tutto il dolore, la paura, l'angoscia, l'ansia di chi vive i tempi delle sue giornate scanditi dalla guerra. Alla Scuola di pace Sara e Yasmin si sono incontrate, hanno discusso e hanno tirato fuori le loro emozioni, le loro paure, la loro rabbia e i loro dubbi. Hanno capito che la guerra dipende anche da loro e che l'odio non fa altro che accrescerla. Yasmin nel suo diario scrive "tutti dovremmo avere dentro qualcosa di un altro essere umano, così non penseremmo di essere unici e la diversità non ci farebbe così paura, conosceremmo la gratitudine e non l'onnipotenza". Forse Sara e Yasmin non s'incontreranno più, ma sicuramente entrambe porteranno qualcosa dell'altra dentro di sé... per maggiori info: www.nswas.com (c'è anche la sezione italiana)

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