Cultura

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  • Pace
    Bollettino internazionale per la pace e il disarmo

    Panorama globale dei conflitti geopolitici e dei movimenti pacifisti

    In questo bollettino c'è un'analisi complessiva delle principali crisi mondiali ma emerge anche qualche segnale di speranza legato ad attori istituzionali illuminati e soprattutto al ruolo della società civile. Si è sbiadita però quella "coscienza nucleare" che aveva caratterizzato il pacifista.
    12 maggio 2026 - Redazione PeaceLink
  • PeaceLink English
    Albert, international bulletin for peace and disarmament

    Ukraine: those who refuse to go to war will go to prison

    According to the official website of the Jehovah's Witnesses, as of May 2026, there are "24 brothers in prison" in Ukraine for conscientious objection. But they are just the tip of the iceberg as 2 million men are being sought for draft evasion. Here is an updated overview.
    12 maggio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Conflitti
    Albert, bollettino internazionale per la pace e il disarmo

    Ucraina: va in carcere chi non vuole andare in guerra

    Secondo il sito ufficiale dei Testimoni di Geova, a maggio 2026 risultano "24 fratelli in carcere" in Ucraina per obiezione di coscienza. Ma sono solo la punta dell'iceberg perché 2 milioni di uomini vengono ricercati per evasione dalla leva. Ecco una panoramica aggiornata.
    12 maggio 2026 - Redazione PeaceLink
  • PeaceLink English
    The story of a brilliant idea born in London

    World Peace Directory

    In the midst of the Cold War, the idea of creating a database of peace organisations around the world was born
    11 maggio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Storia della Pace
    Storia di un'idea geniale nata a Londra

    World Peace Directory

    Nel pieno della Guerra fredda nacque l'idea di creare un database delle associazioni pacifiste in tutto il mondo
    11 maggio 2026 - Redazione PeaceLink

Forum: Libri

8 novembre 2006

COMUNITA’ DI APPRENDIMENTO

Federico Batini ed Andrea Fontana combinano in questo volume le proprie esperienze di orientamento, di consulenza e formazione, vissute in entrambi i casi sia in accademia che sul campo, proponendo il tema delle comunità di apprendimento con un doppio accento organizzativo-professionale e scientifico.
Autore: federico batini

Terzo titolo della collana Sinergika dopo i volumi Foto dal Futuro e La scuola che voglio, questo lavoro prende le mosse dalla percezione di un mutamento che è in atto e che riflette il proprio influsso sui luoghi dell’educazione, della formazione, del lavoro, che si muove a spirale andando ad abbracciare i grandi spazi della vita umana. Sempre più in questi ultimi anni, difatti, la letteratura e la pubblicistica sull’apprendimento hanno incalzato e fatto da amplificatore a tutta una serie di bisogni che gran parte della società ha ritenuto come emergenti. Sono andate a ri-definirsi quindi quelle condizioni per la ricomparsa della possibilità di pensare e agire un bene comune condiviso rafforzando così l’attenzione su quelle modalità cooperative di apprendimento che sono quasi un ritorno a prassi comunitarie originarie. Alla base del volume vi è il confronto tra l’abitudine italiana di considerare i percorsi di apprendimento come esperienze individuali e le sperimentazioni, che avvengono altrove, di una teoria e una prassi dell’apprendimento come percorso reciproco e cooperativo con il risultato che il modello piramidale tradizionale non sembra più in grado di rispondere ai bisogni e assistiamo alla nascita naturale di Comunità di apprendimento. Vi trovano spazio quindi la riflessività, la contaminazione e l’idea che la stagnazione dei processi di apprendimento chiusi esclusivamente nei luoghi tradizionali, o all’interno dei compartimenti impermeabili dei singoli settori, oggi non consentano l’aprirsi ai bisogni reali delle organizzazioni e tanto meno a quelli degli individui. In linea con le riflessioni precedenti Comunità di apprendimento va a cogliere e sintetizzare in maniera originale le ultime esperienze teorico-pratiche nel campo della formazione, della sociologia delle organizzazioni, dell’educazione degli adulti e della psicologia del lavoro e si distingue come prodotto per chiunque senta, dal punto di vista professionale, la necessità di porsi continuamente in gioco. Ma il libro non vuole parlare di lavoro piuttosto prova ad essere l’inizio di una riflessione nel tentativo di capire come i lavori, che si pluralizzano e si diversificano nella post modernità, si possano relazionare secondo modalità differenti da quelle attuali e come le persone possano diventare protagoniste di un nuovo modo d’imparare. Lo scritto si aggrappa fortemente alla situazione contingente e, pur non volendo essere critica che tenta di farsi cuneo per diventare elemento di frattura – non scioglie nodi con la superbia di chi si fa giudice e giustiziere –, propone un altro punto di vista possibile sul modo di affrontare il progredire ricorsivo delle incertezze valorizzando la ricerca e lo scambio dei significati tra soggetti e rifiutando atteggiamenti solipsistici. In conclusione il libro è un buon punto di partenza per chi, professionista o meno, volesse cominciare una riflessione sulla propria crescita in ambiti cooperativi dove reciprocità e socializzazione delle conoscenze, contaminazione dei vissuti e valorizzazione delle differenze vanno ad accrescere e consolidare l’esperienza individuale.

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