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    Albert, International Bulletin for Peace and Disarmament

    NATO's Atomic Silence

    The UN Review Conference of the Nuclear Non-Proliferation Treaty (NPT) begins. Article VI of the Treaty provides for negotiations on nuclear disarmament. However, the NATO statement contains not a single word about relaunching these negotiations.
    26 aprile 2026 - Redazione PeaceLink
  • Editoriale
    Inizia la Conferenza ONU di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP)

    Il silenzio atomico della NATO

    L’articolo VI del Trattato prevede negoziati per il disarmo nucleare. Nella dichiarazione della NATO invece non c'è una sola parola sul rilancio di tale negoziazione. E' scaduto il trattato New START sui missili a lunga gittata e il mondo vive senza regole di bilanciamento atomico verso il basso.
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    Albert, International Bulletin for Peace and Disarmament

    The Japanese government authorizes the export of lethal weapons: farewell to pacifist principles.

    A historic turning point that rewrites Tokyo's military role. From fighter jets to warships, Japan is preparing to supply international markets, breaking eighty years of obedience to its pacifist constitution. Meanwhile, the prime minister recalls the memory of Japanese war criminals.
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    Albert, bollettino internazionale per la pace e il disarmo

    Il governo giapponese autorizza l'export di armi letali: addio ai principi pacifisti

    Una svolta storica che riscrive il ruolo militare di Tokyo. Dai caccia alle navi da guerra, il Giappone si prepara a rifornire i mercati internazionali, infrangendo ottant'anni di obbedienza alla sua Costituzione pacifista. Intanto la premier rievoca la memoria dei criminali di guerra nipponici.
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    Ma l'Europa balbetta e le sanzioni non arrivano

    Israele sta ottenendo ciò che voleva

    Il Golan siriano annesso formalmente nel 2019 con il primo mandato Trump. Una zona cuscinetto in Siria estesa dopo la caduta di Assad. Il Libano meridionale sotto controllo israeliano de facto. La West Bank in fase di annessione formale. Gaza si sta svuotando.
    26 aprile 2026 - Jacopo Tallarico

Forum: Libri

8 novembre 2006

Per un orientamento narrativo, FrancoAngeli, Milano, 2000.

Il volume, curato da F. Batini e R. Zaccaria con prefazione di D. Demetrio, affronta la questione dell’orientamento e dell’identità dei soggetti nell’ambito della formazione, secondo il paradigma narrativo ed autobiografico.
Il volume accoglie i contributi di: F. Batini, B. Salvarani, B. Rossi, L. Fabbri, A. Fontana, R. Zaccaria.
Autore: federico batini

Preliminarmente vengono illustrate le ragioni di un percorso secondo un orientamento narrativo per affermare la riscoperta della narrazione in un’epoca post-narrativa partendo dalla teologia narrativa e per proporre una pedagogia narrativa che assecondi il bisogno di narratività dell’individuo.
Il libro offre un interessante percorso di avvicinamento all’orientamento narrativo, con ampi riferimenti alle ragioni che conducono a tale scelta, per descriverne poi ampiamente il procedimento. Vengono approfondite la potenzialità che la narrazione di sé, in un atteggiamento autobiografico, acquisisce in termini di autocostruzione identitaria e di autoorientamento in quanto “narrare a se stessi e agli altri la propria storia, rimmemorarla, magari manipolandola con ’mani sporche’, poiché la manipolazione è ri-progettazione esistenziale del proprio sé, ricostruzione dei significati della propria storia, equivale a porsi nell’esistenza attraverso il proprio esserci, scegliendo di partire dalla propria intimità storica per incontrare e confrontarsi con quella altrui”.
Le questioni dell’identità e dell’orientamento sono affrontate in prospettiva pedagogica, laddove la formazione identitaria favorisce l’autoorientamento ed educa alla progettualità; significativa l’affermazione: “Il sentimento di identità finisce con il disegnarsi come il risultato della coniugazione tra autobiografia ed eventi sociali, tra il soggettivo farsi e le influenze della cultura di appartenenza, tra autoiconsapevolezza e consapevolezza dell’altro”.
Viene poi illustrato e motivato l’orientamento narrativo che sostiene la formazione in direzione della scoperta identitaria del singolo che narra se stesso e dell’arricchimento reciproco che ha luogo con l’ascolto della narrazione altrui, cosicché ciascuno possa affermare: “Il mio sapere è ciò che io sono, è come io esisto, è come io lo racconto agli altri. Il mio sapere assomiglia a me. E il mio sapere assomiglia anche agli altri in quanto di partecipativo io condivido con loro: emozioni e conoscenze”.
Viene inoltre illustrato, sotto il profilo della didattica, l’orientamento narrativo per la promozione dell’orientamento e della promozione di sé, secondo i modelli “orientamento e tecnologie della scelta” e “orientamento, tecnologie dell’insensatezza e paradigmi narratologici”, e si sostiene l’importanza della didattica “qualitativa” poiché “se la didattica generale si occupa tradizionalmente di questa classe di problemi che fanno riferimento all’insegnamento-apprendimento la didattica ‘qualitativa’ dovrebbe immergersi e mostrare tali processi nella vita di tutti i giorni, facendosi carico della scena formativa e dei suoi attori nel loro contesto naturale”.
In rileievo viene posta anche la questione dell’identità personale “nel labirinto delle scienze dell’uomo” e vengono posti in relazione il processo di sviluppo identitario dell’individuo con l’ambiente e con gli altri cosicché “La narrazione si colloca al centro del conflitto tra i bisogni di appartenenza e le aspirazioni al cambiamento, svolgendo un ruolo liberatorio di accomodamento, di interdipendenza e integrazione tra il sistema personale e quello sociale.
La narrazione inizia quando la persona diventa capace di assumere il ruolo degli altri e contemporaneamente guarda se stesso dal loro punto di vista: è la conversazione interiore che nella sua forma narrativa è ricca di simboli significativi.
La sostanza della narrazione sta proprio in questa riflessività che consente di essere contemporaneamente soggetto e oggetto”.
Nella seconda parte del libro vengono proposti alcuni “materiali” per un orientamento narrativo unitamente ad alcuni percorsi per un orientamento narrativo e ne viene illustrata la sperimentazione.
Viene infine affrontato il tema dell’orientamento narrativo offrendo un approccio “estetico” sulla base di alcuni esempi di ”miti”presenti nell’arte letteraria.

Gloria Capecchi

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