Pace

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  • Storia della Pace
    Terzo secolo a.C.

    L'imperatore Ashoka che abbandonò le guerre di conquista

    Al posto della conquista militare, Ashoka propose quella che chiamò "conquista mediante il Dhamma" (dhammavijaya), cioè la diffusione dell'esempio morale, della giustizia e della cooperazione. Governò gran parte dell'attuale India, Pakistan, Bangladesh e Afghanistan orientale.
    5 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
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    Albert

    E' un bollettino pacifista internazionale multilingue
    3 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
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    PeaceLink è un'associazione eco-pacifista italiana nata nel 1991, pioniera nell'uso della telematica per il giornalismo partecipativo e l'attivismo. L'organizzazione promuove la cultura della pace, i diritti umani, il disarmo e la tutela dell'ambiente, unendo l'impegno sociale alle nuove tecnologie.
    3 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
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    Afghanistan

    La guerra in Afghanistan (2001-2021) è stato un conflitto armato ventennale scatenato dall'invasione a guida USA in risposta agli attentati dell'11 settembre. Presentata come una "missione di pace" si è conclusa con il totale fallimento degli obiettivi dichiarati e il ritorno al potere dei Talebani.
    3 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
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    Euromissili

    La crisi degli euromissili dominò gli anni '80, quando la NATO decise di installare i missili Cruise e Pershing II in Europa in risposta ai missili sovietici SS-20. Oggi, con il venir meno del trattato INF, rischiano di ritornare, aumentando il rischio di guerra nucleare per errore.
    3 luglio 2026 - Redazione PeaceLink

Forum: Forum contro la guerra

25 febbraio 2014

Primi elementi d’azione concreta del Forum contro la guerra

Alcuni tra i primi elementi d’azione concreta, posti nel Forum contro la guerra nel dibattito sin’ora sviluppato fino al giugno del 2013
Autore: Elio Pagani
Fonte: Promotori del Forum contro la guerra

Tra i primi elementi d’azione concreta, posti nel Forum contro la guerra nel dibattito sin’ora sviluppato, vi sono: - Ottenere la trasparenza sui finanziamenti ai partiti provenienti da intermediazioni relative all’export bellico; - Lotta alla espansione delle basi militari a partire dalla richiesta di desecretazione completa degli accordi sui territori per le basi USA e NATO; - Intensificazione dell’iniziativa contro gli F35, per la loro totale cancellazione; - Agire per smilitarizzare la scuola a partire dall’iniziativa “La scuola ripudia la guerra”; - Azione per la difesa e l’implementazione dell’art 11 della nostra Costituzione e richiesta di cessazione della partecipazione italiana alle “missioni militari” a partire da quella in Afghanistan; - Richiedere la riduzione della spesa militare (anche attraverso il rilancio della obiezione alle spese militari? o della opzione fiscale a favore della DPN Difesa popolare non armata e nonviolenta?) e la sua riallocazione nei settori della ricerca civile, della istruzione, della sanità ecc., e la riconversione della industria bellica; - Lotta per l’abolizione delle armi nucleari a partire dalla loro rimozione dal territorio italiano (basi di Ghedi ed Aviano); - Agire sulla questione dell'informazione (e disinformazione), il ruolo dei media e dei giornalisti; - Agire per smascherare il ruolo della ricerca e dell’università nel coinvolgimento intellettuale alla progettazione e realizzazione di strumenti di guerra (Vedi l’iniziativa del 19.06 presso La Sapienza); - Agire per una soluzione positiva del conflitto siriano, a partire dal blocco di ogni esportazione bellica e dalla fine di ogni ingerenza militare diretta o indiretta; Secondo la “Rete No War”: il lavoro futuro si dovrebbe articolare intorno a 5 temi/situazioni, al tempo stesso locali e globali: a)intorno alle basi, b) intorno alle fabbriche d’armi, c) sulla partecipazione italiana alle guerre e dunque ruolo dell’Italia nella Nato: rapporti con il governo centrale e in generale i politici, d) sul ruolo italiano rispetto a all’export di armi, e) rapporti con Coordinamenti in altri paesi, soprattutto Nato, f) informazione non inflazionata, rapporto con sindacati ecc., g) centro studi sulla riconversione. Secondo le “Donne in Nero” l’analisi della guerra, del militarismo, del nazionalismo, del riarmo, della volontà di dominio non può prescindere dalla considerazione del conflitto di genere, della lotta per la liberazione delle donne condotta dalle stesse contro il potere e la violenza maschile ed il patriarcato. Energia Felice, indica la necessità di considerare l’interazione tra la cornice geostrategica entro cui si collocano le riflessioni sulla guerra con quella sistemico – biosferica. Si ritiene importante trovare i modi più adatti per approcciare i giovani su questi temi, a partire dalla loro attuale condizione di precariato, dal loro essere oggetto di pesanti azioni di condizionamento mediatico e sociale, ma anche dalle enormi potenzialità di cui sono portatori.

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    Al posto della conquista militare, Ashoka propose quella che chiamò "conquista mediante il Dhamma" (dhammavijaya), cioè la diffusione dell'esempio morale, della giustizia e della cooperazione. Governò gran parte dell'attuale India, Pakistan, Bangladesh e Afghanistan orientale.
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