L'operaio si liquefece nella ghisa incandescente

Cadde in un carro siluro dell'Italsider

Nella cassa i compagni di lavoro e i familiari non sapevano cosa metterci. E alla fine ci collocarono una lastra di ghisa di settanta chili. Erano i tempi della siderurgia di Stato e a Taranto accadeva che si celebrasse un funerale senza il morto.
29 settembre 2022

Carro siluro

Cadde in un carro siluro. E subito si liquefece nella ghisa incandescente.

Era un operaio dell'Italsider di Taranto.

I funerali si celebrarono con una bara in cui furono posti settanta chili di ghisa.

Per anni il carro siluro, con l'operaio dentro, fu parcheggiato in un binario morto della fabbrica. Perché nessuno se la sentiva di rimetterlo in produzione.

Poi se ne è persa memoria.

Nessuno più si ricorda il suo nome e cognome.

Si è perso anche l'anno della morte. 

Nessuna strada è mai stata intitolata a lui.

Ma i vecchi operai ancora in vita si ricordano questa storia, ed è uno di loro che la raccontò dieci anni fa in piazza Masaccio, nel quartiere Tamburi di Taranto. Gli altri ex operai aggiunsero in quell'occasione alcuni particolari, a conferma dell'accaduto.

Oggi decido di scriverne, prima che la già sbiadita memoria si sbiadisca del tutto.

Questa è la storia di Taranto, ancora da scrivere, con tante caselle mancati, con tanta memoria da riportare alla luce. Per far rivivere nella memoria collettiva chi è stato dimenticato.

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