Rapporto dell'Aifo dalle zone colpite dal maremoto
Il conto corrente postale per la raccolta fondi è:
ccp 7484
intestato a AIFO, via Borselli 4-6, Bologna
causale "emergenza maremoto"
Il numero verde per le donazioni è 800 55 03 03
27 dicembre: il soccorso immediato
Il progetto dell’AIFO e dell’Arcidiocesi di Bangalore “Sumanahalli Society”, che lavora per l’assistenza dei malati di lebbra e di HIV, ha risposto immediatamente alla terribile situazione seguita al maremoto. Il team di soccorso e riabilitazione di Sumanahalli è stato il primo a partire da Bangalore, coordinato da Fr. George Kannanthanam.
Lo staff di emergenza ha deciso di mettere a disposizione tutte le risorse umane e materiali disponibili. Si è deciso di raggiungere per prima l’area più disastrata, Cuddalore in Tamil Nadu, con medicine, cibo e abiti. Un team di otto membri, costituito da medici, operatori sociali e volontari, ha raggiunto la località la mattina del 28. Il denaro necessario per iniziare il lavoro è stato offerto dagli otto membri dello staff contribuendo con il salario di un giorno di lavoro. Si è predisposto materiale per il soccorso a mille persone. Alcune ditte locali che distribuiscono farmaci hanno donato alcune loro scorte. Altri medicinali sono stati comprati. Tutto il vestiario disponibile a Sumanahalli è stato spedito e sono stati richieste forniture a ditte locali. Si lavora in coordinamento con la Diocesi di Pondicherry, che si è attivata contemporaneamente all’AIFO. A Sumanahalli si lanciata una campagna per la raccolta di medicinali, abiti e cibo.
28 dicembre: la prima pianificazione
Dopo l’immediata risposta iniziale, l’azione di soccorso è stata accompagnata da un’opera di pianificazione.
Il team di soccorso di Sumanahalli ha raggiunto Cuddalore alle 8 di mattina ed ha fatto un rapporto sulla situazione. Hanno scelto come punto di appoggio la chiesa di Santa Maria a Cuddalore ed hanno visitato tre campi dove circa 9000 persone hanno trovato rifugio. I villaggi identificati, su cui si è deciso di intervenire, sono cinque: Sonakuppam, Thazhangunda, Devanapatanam, Panchalapuram e Gori. Al momento le uniche entità che prestano soccorso sono il team dell’AIFO e della diocesi di Pondicherry ed il governo. Non ci sono altre ONG operanti sul posto. Un camion è partito da Bangalore con cibo, abiti e materiale medico, grazie alla Bangalore Clothing Company che ha messo a disposizione il mezzo. Molti beni sono stati forniti da diverse chiese locali e pacchi di medicinali sono stati offerti dalla Microlabs Ltd. Il camion, partito alle 9,30 per Cuddalore, trasportava 4000 capi di abbigliamento, lenzuola e coperte, 600 chili di riso, 250 chili di cereali, 200 chili di legna da ardere, medicinali per un valore di 50.000 Rs, cibi non deperibili.
Altri 10 volontari sono giunti a Cuddalore nel pomeriggio. In totale sono quindi 18. Nel frattempo, altri 37 volontari hanno raccolto a Bangalore fondi e beni di prima necessità. Sono state contattate molte organizzazioni e compagnie commerciali per chiedere assistenza e molte hanno offerto il loro aiuto. Si stanno raccogliendo anche materiale per le necessità a lungo termine, ed anche materiale scolastico, indispensabile per la riapertura delle scuole nei prossimi mesi. Le famiglie hanno bisogno di utensili, stoviglie e cibo per poter ricominciare a vivere. Molti giornali sono stati contattati per informare che chi vuole contribuire può farlo tramite il progetto di Sumanahalli. La pubblicazione dell’appello su molti giornali è stata di grande aiuto. Si stanno organizzando invii di materiale ogni giorno. C’è bisogno di risorse urgenti per poter continuare con l’invio degli aiuti.
L’area di Cuddalore ha una popolazione totale di 100800 abitati, soprattutto pescatori. L’area è diffusa su un raggio di 20 chilometri. I morti in quest’area sono, al momento, 1080, cioè circa l’1% dell’intera popolazione. I villaggi di Devanapatanam e Tazhangunda sono i più colpiti. Su un totale di 1500 edifici, più di 1000 sono stati distrutti. Nei campi provvisori ora si trovano 9000 persone, di cui 2000 bambini.
Oltre al numero delle vittime, è tragica la situazione di Cuddalore dal punto di vista economico. La pesca, unica attività remunerativa per la popolazione locale, è stata stroncata. Praticamente tutti i lavoratori dell’area hanno perso la loro fonte di sostentamento.
C’è necessità immediata di cibo e medicine. Le famiglie hanno bisogno di essere aiutate a trovare il cibo
29 dicembre: l’organizzazione della base
Joshy Basil, uno dei coordinatori del soccorso nei cinque villaggi, ha inviato un rapporto da cui si evince lo sviluppo di problemi psicologici nella popolazione, con perdita di orientamento e stati di shock permanenti. Le carenze alimentari colpiscono soprattutto i bambini, rendendoli più esposti alle malattie. Ci sono segni di focolari epidemici a causa dei cadaveri rimasti senza sepoltura.
Il team è stato diviso in tre gruppi. Ciascun team si occupa della distribuzione di coperte, lenzuola, abiti, riso, latte, utensili e biscotti. La giornata è stata dedicata soprattutto all’assistenza ai bambini, in particolare quelli psicologicamente più provati, con l’utilizzo di giochi e attività ricreative. Si sono fatte visite esplorative in quattro luoghi nelle vicinanze: Vellikarai, Ramapuram, Mahadeva e Almaran. Il governatore locale, Sig. Jayanathan, ha comunicato le necessità principali: adozione dei bambini rimasti orfani, riorganizzazione delle attività educative, ripristino delle attività economiche e della pesca, fornendo nuove barche e strumenti per poter pescare, fornitura di utensili per la cucina, ricostruzione delle abitazioni.
L’ente spagnolo Aneswad ha offerto un prestito per sostenere finanziariamente i nostri sforzi. Analoga offerta è giunta da ECOSOL-SORD. Continua intanto la ricerca dei beni di prima necessità. Si sono raccolti 300 chili di riso, 100 chili di dal, giochi per bambini per un valore di 3000 Rs, abbigliamento per 500 persone. Il camion con questi aiuti è partito per Cuddalore alle 10 di sera. Tre nuovi volontari si sono aggiunti al team.
30 dicembre: nel cuore della tempesta
Il team di soccorso a Cuddalore è giunto la mattina presto, diviso in quattro gruppi. Intorno alle 11 si è diffusa una nuova voce spaventosa: il rischio di un nuovo tsunami. Si è diffuso il panico e si è chiesto a molte persone di spostarsi più all’interno. Anche le persone rifugiate nel campo sono state costrette a spostarsi. Tre gruppi del nostro team sono stati riportati al campo, ma il quarto mancava. La preoccupazione era molto alta, ma alla fine il quarto gruppo è tornato, verso l’una del pomeriggio. Nel pomeriggio si è capito che era un falso allarme, ma l’ansia è rimasta in tutti, compresi i volontari.
A Bangalore un gruppo di 40 persone ha percorso le strade per chiedere offerte ai cittadini, ma con pochi risultati. Sono stati distribuiti anche tremila volantini per chiedere aiuti alla gente. Diversi gruppi di persone hanno chiamato il centro di Sumanahalli per manifestare la volontà di donare beni di prima necessità. A mezzogiorno, la scuola era piena di vestiario, utensili e cibo, offerti per lo più da enti religiosi. In totale, sono stati raccolti nella giornata: abiti per donne e bambini, 1800 pezzi di utensileria, 300 piatti, 200 materassi, 300 lenzuola, 1037 metri di tessuto per coperte, abiti pronti per 1000 persone. A mezzanotte è stato caricato il camion per l’invio di questo materiale, con l’aiuto di un volontario del nostro centro per malati di lebbra, Shekhar.
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