Secondo il leader sindacale statunitense "i nostri membri hanno una tendenza naturale nel voler appoggiare le truppe e la nazione. Molti di essi hanno figli o parenti in Iraq, e sentono di doverli sostenere. Ma con l'incalzare della discussione molti hanno dichiarato di sentirsi ingannati".
E' inutile che l'Italia si dichiari a favore della pace, se poi agisce preparandosi alla guerra. Il varo della portaerei ne è solo l'ultimo esempio. Sarebbe meglio essere sinceri e dichiarare pubblicamente di non poter fare a meno di eserciti e di guerre.
Negli ultimi anni uno sviluppo incentrato quasi esclusivamente sulle classi medie urbane, a scapito della grande maggioranza rurale, ha visto scendere sotto la soglia di povertà, nella regione indiana dell'Andhra Pradesh, il 77 percento della popolazione
"Kerry è libero di criticare il presidente per la situazione attuale dell'Iraq, ma non propone una concreta politica alternativa", scrive Harold Meyerson sul Washington Post .
La Repubblica del 16 aprile, salvo errori da parte nostra, non aveva neanche un minimo cenno alle posizioni della sinistra non triciclica sui sequestri iracheni. Fortunatamente ne abbiamo letto qualcosa sul Corriere della sera e sulla Stampa.
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