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Ora constatiamo che per bocca di politici non tarantini, Franca Rame credo viva a Milano, le nostre vicende negative sono finite in parlamento.

“Come sarebbe Taranto senza la presenza delle grandi industrie?”

Ora mi chiedo dove sono i nostri politici e come fa un assessore all’Ambiente a fare simili affermazioni, parliamo di colui che ha accettato la responsabilità politica di tutelare l’ambiente in regione.
14 ottobre 2007
Patrizio Mazza (Direttore dell’Ematologia all’ospedale “Moscati)

ILVA di Taranto Qualche giorno fa si è riunito fa un tavolo tecnico, fra Ilva, rappresentanti sindacali, politici fra cui l’assessore regionale all’ambiente Losappio, rappresentanti dell’Arpa, il prefetto, tenutosi a Taranto in Prefettura. Mancavano, erano stati esclusi, coloro che portano avanti con maggior vigore la difesa dell’ambiente, le associazioni, perché doveva essere un tavolo tecnico e non “troppo politico” o “ambientalista”.

Impostazione sacrosanta se il tavolo tecnico porta a conclusioni efficaci e rapide con piena illustrazione di ciò che farà e piena informativa anche per la gente che deve conviverci con queste emissioni, e non sto parlando dei lavoratori ma dei cittadini di Taranto. Ma, se il tavolo tecnico non conclude e riferisce di qualche telo volto a contenere le polveri a terra e anzi cerca di minimizzare il problema e non analizza minimamente quello che viene emesso a 50 o 100 metri di altezza, dovremmo ben disquisire su una situazione che io continuo a definire insostenibile sotto un profilo sanitario.

Tanto per chiarire il sottoscritto ribadisce che la corretta informazione è che su questa città vi sono troppe malattie potenzialmente collegabili al tipo di ambiente prodotto dalla nostra situazione industriale; quando dico che anche bambini ne vengono coinvolti con tumori che normalmente sono dell’età adulta o anziana riferisco la sacrosanta verità che non è del sottoscritto ma chiunque può verificare andando a chiedere ai cultori della medicina del Nord Italia se un carcinoma del rinofaringe è un tumore che generalmente viene ai bambini di 10 anni o di un sarcoma delle parti molli diagnosticato dal sottoscritto non più di una settimana fa in un ragazzino di
13 anni.

E non vi parlo di linfomi e la miriade di disfunzioni del sistema immune, sempre in bambini, o del paziente con linfoma ricoverato 4 giorni fa e che alla domanda su che cosa faccia di lavoro mi risponde “sono uno di quelli che lavora all’Ilva da distinguersi da quelli che hanno lavorato all’Ilva” e riferendosi al mio articolo precedente dove avevo portato tale dizione.

Ora constatiamo che per bocca di politici non tarantini, Franca Rame credo viva a Milano, le nostre vicende negative sono finite in parlamento e stamattina (ieri per chi legge, ndr) sul Corriere viene riportata una affermazione del nostro amato presidente Napolitano secondo cui forse la politica ha commesso degli errori e ha sottovalutato i danni che una fabbrica delle dimensioni dell’Ilva poteva produrre.

Ora mi chiedo dove sono i nostri politici e come fa un assessore all’Ambiente a fare simili affermazioni, parliamo di colui che ha accettato la responsabilità politica di tutelare l’ambiente in regione. Credo che non vi sia più dignità, e non dico che si dovrebbe stendere sui binari ma almeno lui medesimo informarsi su ciò che effettivamente sta avvenendo e tentare di riparare il danno. Non sento mai un politico presentare un progetto alternativo di occupazione per i lavoratori dell’Ilva, non sto parlando di promesse a vuoto ma almeno provarci a disegnare una alternativa di possibile progetto in un’area che sarebbe meravigliosa se non ci fossero le grandi industrie per le potenzialità di progetti. Si continui pure a giocare con la salute della gente e quella gente chiederà a breve il conto a tutti, compresi i politici

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