Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Emissioni, Cementir risponde a Vendola

L'unica impresa a rispondere alla lettera aperta del governatore Vendola, scritta sabato scorso per avviare una nuova collaborazione sul tema ambientale nell'area di Taranto, è Cementir. Ilva, Edison ed Eni temporeggiano; o meglio si limitano a non muoversi. L'assessore Losappio, ha fatto sapere che ha chiesto formalmente al ministero dell'Ambiente di mostrare maggiore attenzione per l'area jonica.
1 aprile 2008
Vito Fatiguso
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

- BARI — L'unica impresa a rispondere alla lettera aperta del governatore Nichi Vendola, scritta sabato scorso per avviare una nuova collaborazione sul tema ambientale nell'area di Taranto, è Cementir. Ilva, Edison ed Eni (le altre tre citate dal presidente della Regione) temporeggiano; o meglio si limitano a non muoversi.

Il colosso dell'Energia, guidato da Paolo Scaroni, fa sapere che «sull'argomento non abbiamo nulla da dire». Dall'Ilva e dall'Edison, invece, gli addetti stampa non commentano «perché non si riesce a parlare con i manager».

Cementir, invece, ha preso carta e penna e ha risposto anche al ministero dell'Ambiente spiegando che l'impianto di Taranto «non è di impatto nazionale» e ha declinato l'invito a firmare l'accordo di programma propedeutico alla definizione delle autorizzazioni integrate ambientali (Aia).

Tale provvedimento - deriva dall'applicazione del decreto legislativo 59 del 2005 i cui termini per l'adeguamento sono scaduti il 31 dicembre scorso (prorogato fino a lunedì 31 marzo 2008) - autorizza l'esercizio di un impianto imponendo misure tali da evitare, o ridurre, le emissioni nocive nell'aria, nell'acqua e nel suolo per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso.

«Quell'intesa - affermano da Cementir - potrebbe essere siglata solo se avessimo a disposizione uno stabilimento di valenza statale. Il nostro è d'impatto prettamente regionale. Inoltre, è da ricordare che le pratiche per l'ottenimento dall'autorizzazione integrata ambientale sono in stato avanzato. Non possiamo permetterci di mettere tutto in discussione, ci sono i competitor da fronteggiare».

L'assessore regionale all'Ecologia, Michele Losappio, ieri ha fatto sapere che ha chiesto formalmente al ministero dell'Ambiente di mostrare maggiore attenzione per l'area jonica. «Le procedure statali per la concessione dell'Aia degli stabilimenti Ilva, Eni ed Edison - dice Losappio - devono essere accompagnate da uno studio integrativo in grado di poter valutare le richieste attuali e quelle programmate alla luce delle previsioni del Piano energetico ambientale regionale.

In particolare per quanto riguarda il tasso di emissione di anidride carbonica e degli altri elementi inquinanti».

«Anche la Cementir rispetterà l’ambiente»

In merito agli articoli pubblicati apparsi su alcuni quotidiani circa la bozza di “Accordo di Programma per l’Area Industriale di Taranto”, la Cementir intende precisare che, nelle osservazioni inviate al Ministero dell’Ambiente circa la bozza proposta, non si è manifestata una preclusione assoluta all’adesione al suddetto accordo ma ha sollevato unicamente l’esigenza di non ritardare il percorso autorizzativo integrato ambientale già intrapreso da oltre un anno.

In particolare, si fa notare che lo stato avanzato dell’iter autorizzativo integrativo ambientale consentirebbe alla Cementir di realizzare in tempi brevi idonei progetti di miglioramento ambientale sia in termini di riduzione dei consumi energetici che in termini di riduzione delle emissioni atmosferiche. Tanto ciò è vero che la Cementir si sta attivando per proporre una modifica della bozza dell’Accordo di Programma che da un lato garantisca tempi di attuazione dei progetti di miglioramento ambientale già presentati in linea con quanto il processo autorizzativo in corso prevede e dall’altro salvaguardi l’esigenza aziendale di ottenere in tempi rapidi provvedimenti decisionali da parte delle autorità competenti che tengano conto della dimensione regionale del sito della Cementir.

Peraltro, si fa notare che la Cementir è assolutamente sensibile al tema dello sviluppo produttivo da realizzare nel massimo rispetto degli standard di sostenibilità ambientale ed in tal senso si fa presente che il sito della Cementir di Taranto è stato uno dei primi in Italia ad ottenere la certificazione ambientale ISO-14001 (sin dal 2002) e proprio questo anno il Gruppo Cementir presenterà per la prima volta i risultati del bilancio sociale ambientale del gruppo. Infine, la Cementir ha già dato la sua disponibilità a partecipare la tavolo tecnico convocato dal Min. Ambiente circa l’Accordo di Programma in oggetto.

Ufficio stampa Cementir
Roma

Lettera a Riva: il mio organismo devastato dai metalli pesanti "Costretta sulla sedia a rotelle ora l´Ilva paghi 40mila euro"
La donna ha mandato la stessa lettera anche al ministero dell´Ambiente e al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Ha deciso di farlo poco dopo avere avuto la conferma, dalle ennesime analisi, che la sua paralisi «è stata provocata dall´inquinamento da metalli pesanti», assorbiti progressivamente e inconsapevolmente, giorno dopo giorno, dal suo organismo.

«Il mio corpo - dice la donna - è pieno di minerali che tra i vari danni, colpiscono il sistema nervoso centrale, attaccano la mielina con conseguente paralisi».

E aggiunge: «E´ tutto documentato», dice Anna Carrieri, che spiega anche di non potere avviare una causa per motivi economici. La donna racconta tra l´altro di non essere in condizione di lasciare il quartiere dove vive, in una casa dello Iacp, e di non potersi tantomeno permettere un affitto alto. Né, purtroppo, può sostenere le spese per adeguare la sua abitazione alle nuove esigenze, conseguenza delle sue difficoltà motorie. «Ho una casa piena di barriere architettoniche - dice ancora - sono prigioniera in casa», perché non ha i soldi necessari per fare lavori di ristrutturazione.

Per questa ragione la signora Carrieri chiede a Emilio Riva i 40mila euro «che per lui - scrive - non sono altro che una fumata di sigaretta. Chiedo solo quello che mi possa permettere di vivere dignitosamente la mia disabilità tra le mura domestiche».

Articoli correlati

  • E’ stato sottostimato l’impatto sanitario dell'ILVA
    Ecologia
    L'ISS ha sollevato puntuali obiezioni sulla metodologia adottata per la VIS

    E’ stato sottostimato l’impatto sanitario dell'ILVA

    Acciaierie d'Italia aveva commissionato uno studio per valutare l'impatto sanitario in uno scenario di 6 e di 8 milioni di tonnellate di acciaio annue sostenendo che grazie all'adozione delle migliori tecnologie le emissioni "post operam" sarebbero rientrate sotto la soglia di rischio.
    28 febbraio 2025 - Alessandro Marescotti
  • Domenico Iannacone a Taranto: la vita che si fa racconto
    Cultura
    Ha raccontato l'Ilva dal punto di vista delle vittime

    Domenico Iannacone a Taranto: la vita che si fa racconto

    Le storie non esistono se non vengono raccontate. Questo è il cuore del suo lavoro: portare alla luce le esistenze sommerse, le lotte quotidiane, i dolori nascosti ma condivisi. Ha la capacità di entrare in punta di piedi nelle vite degli altri e di restituirle con rispetto e profondità.
    27 febbraio 2025 - Alessandro Marescotti
  • Il balsamo d’acciaio che tutela l’ambiente
    Taranto Sociale
    L'unguento che lenisce le affezioni delle vie respiratorie con un tocco di polveri sottili e benzene

    Il balsamo d’acciaio che tutela l’ambiente

    I 400 milioni che erano destinati alla tutela ambientale e alla bonifica delle aree contaminate vengono dirottati per sostenere la produzione dell’ILVA. Il DDL 1359 evidenzia che "il rischio chiusura dello stabilimento sia quello più rilevante e significativo anche dal punto di vista ambientale".
    13 febbraio 2025 - Alessandro Marescotti
  • Grazie Meloni!
    Editoriale
    Trasferiti fondi dalle bonifiche ambientali alla produzione di acciaio ILVA

    Grazie Meloni!

    Da Vicks VapoRub a ILVA VapoRub, il nuovo unguento per uso inalatorio è pronto per tutti i bambini di Taranto. Il governo stanzia 400 milioni per questo trattamento balsamico nelle affezioni delle vie respiratorie. La motivazione è che chiudere l'ILVA provocherebbe un "rilevante rischio ambientale".
    12 febbraio 2025 - Alessandro Marescotti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.7.31 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)