«Non siamo aggressivi. Ad urlare sono i dati e il fallimento dell’Aia»
«Non siamo noi ad essere aggressivi. Sono i numeri che urlano, sono le nostre informazioni. E a fare notizia sono i problemi che rimangono irrisolti». Respinge al mittente le accuse, Alessandro Marescotti. Parla per l’associazione di cui è presidente, Peacelink, ma anche per gli altri che «svolgono un lavoro meritorio perché si occupano di monitorare le emissioni nocive in città». Perché l’etichetta di essere ambientalisti rissosi o disfattisti proprio la contestano tutti coloro che da anni cercano di denunciare fatti e danni provocati dall’inquinamento. La replica è alle parole del parlamentare Michele Pelillo.
Nella conferenza di qualche giorno fa dell’intero partito democratico per lanciare la “campagna informativa” sull’ambientalizzazione dell’Ilva, il deputato aveva raccontato di come il ministro Andrea Orlando gli chiedesse notizie sul fatto che la rassegna stampa non fosse mai positiva nei confronti del Governo. Il Pd aveva inoltre lamentato un eccessivo spazio dato dagli organi di informazione «ad una parte minoritaria e aggressiva dell’ambientalismo tarantino che potrebbe saldarsi con l’antipolitica del movimento 5 Stelle».
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Intervista ad Alessandro Marescotti
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